Lo Zar in Sudan

Lo Zar in Sudan

Donne e spirito di possessione nell’Omdurman

di Samia Al Hadi Al Nagar

pubblicato in “The sudanese woman” di Susan Kenyon, Graduate college pubblications No 19 University of Karthoum 1987

Il termine Zar ha origine incerta. Potrebbe derivare da Zara una città persiana, o da Zar, un paese dello Yemen orientale, o da Ziara, visitazione, (il termine indica anche il Moussem) o forse ancora dal nome della maggiore divinità dei Kushiti etiopici, chiamata Adjar in Agau e Yaro in Sidama.

Zar o Dastur (cioè forma, struttura) o Rih Ahmar (cioè aria rossa) sono sinonimi, in Sudan per riferirsi a rituali che si basano sulla fede nell’esistenza di “poteri” o “spiriti” che possiedono le persone attraverso le quali pongono alcune richieste.

I sintomi attribuiti alla possessione possono essere psicologici (depressione, agitazione, sentimenti di persecuzione, problemi familiari ed emicranie) o fisici (febbri, sanguinamenti, aborti), ma, per essere ritenuti tali, devono durare per molto tempo, e non essere stati risolti con altre forme di terapia (è da tener presente, però, che in Sudan ci sono pochi ospedali e poche possibilità di cure).

Il trattamento delle malattie causate dagli spiriti possono andare da semplici inalazioni di incenso alla celebrazione di una intera cerimonia propiziatoria per pacificare ed “addomesticare” gli spiriti con musica, danze e sacrifici.

Il conduttore della cerimonia deve essere qualcuno che si sia riappacificato con gli spiriti, e che fungerà da medium. Il suo compito sarà di determinare se si tratti di possessione ed in caso positivo, di interpretare le richieste dello spirito per poterle soddisfare, alleviando le sofferenze del malato. Il celebrante è di solito una donna, una Shaikha, e solo a volte (nel 20% dei casi) è un uomo, uno Shaikh (il termine arabo Shaikh indica persona anziana e saggia, ed è riferito nell’Islam sia ai vecchi che ai sacerdoti o per esempio al leader anziano di un gruppo musicale o al capo di un villaggio). Vittime più frequenti delle possessioni sono le donne.

Lo Zar non è un esorcismo, ma un culto di devozione allo spirito- potere invisibile, che potrebbe soddisfare i desideri umani. Lo Zar è un rituale molto antico, che si trova in molte regioni del Medio Oriente e dell’Africa. La sua pratica è conosciuta sotto nomi diversi e con qualche variazione dalle differenti comunità: in Sudan, Egitto, Etiopia ed Arabia Saudita ha nome Zar; in Somalia Sar; in Nigeria Bori. Riti molto simili sono praticati dalle donne Taita del Kenia nel Saka e dagli Gnawa in Marocco.Riguardo alle origini dello Zar, vi sono molte teorie, che ne rivelano l’origine ed il valore religioso.In Sudan si ritiene che gli spiriti si riferiscano alle visioni del Profeta Salomone. Quando gli apparvero, egli comandò loro che discendessero nelle viscere della terra, ma gli spiriti si rifiutarono, dicendo che sarebbero scesi solo con il profumo dellìincenso e con il suono delle percussioni. Si auto-definirono spiriti delle preoccupazioni che possono ottenebrare e possedere gli uomini.

Tramite questo mito, lo Zar è inserito nella religione musulmana, che prevede vari tipi di spiriti, o Jin. Se è corretta la teoria che il nome Zar venga dalle antiche divinità Kushite, la sua origine sarebbe non-semitica. Dopo la conquista islamica in Etiopia, la buona divinità dello Zar sarebbe diventata cattiva.

Si crede che gli Zar fossero i 15 figli di Eva che ella nascose, essendo i più belli. La punizione per loro fu che rimanessero nascosti per sempre.Secondo la leggenda, pare il rituale dello Zar sia stato introdotto in Sudan da una donna di nome Fatma, moglie di un governatore turco, che l’aveva appreso ad Istanbul: dopo essere stata per lungo tempo malata, un giorno ricevette a casa sua la visita di uno straniero, che mendicava nel nome dello Zar, e cantava canzoni dedicate ai diversi spiriti. La donna si sentì immediatamente benissimo, e fu chiesto allo straniero chi lui fosse. Rispose di essere un Nigeriano, inviatole dagli spiriti dello Zar pechè li accogliesse come loro mediatrice. Le apparvero così in sogno gli spiriti, che la istruirono sulle pratiche rituali, ed ella divenne una medium. Quando giunse in Sudan al seguito del marito, diffuse questa credenza come cura di molte malattie.

Origini e tipologie di zar

L’origine nigeriana dello Zar è plausibile, visto che i nomi di molti spiriti Zar sono simili a quelli che si trovano nel culto Bori in Nigeria. Altre Shaikat dicono che lo Zar sia originario dell’Etiopia, altre ancora dell’Egitto.Comunque sia, non vi sono documentazioni storiche valide a sostegno (ma neppure a negazione!) di nessuna di queste ipotesi.

L’attuale pratica dello Zar è comunque il risultato di un misto di elementi provenienti da diverse culture. Nello Omdurman vi sono due tipi di rituale Zar, il Borai ed il Tambura, che sono considerati rispettivamente femminile e maschile.

Le due forme hanno uguale organizzazione gerarchica (Sheikha, assistenti e membri), ma nel Tumbura le Shaikhat hanno minor influenza che nel Borai. Canto e percussione sono partimonio degli uomini, ed i leaders dei gruppi di musicisti decidono il tempo della celebrazione. Dalla loro benevolenza dipende l’accettazione sociale delle Shaikhat. La rababa (violino ad una o due corde) è uno strumento importante nel rituale Tumbura, ma non lo è nel Borai. Deve essere percosso sulla testa del paziente, se è troppo malato per guarire. Le parole dei canti sono molto simili nei due rituali, ma il cantante di Tumbura “magia le parole”, tanto che è difficile udirle.

Il Tumbura si celebra nella cas della Shaikha, mentre per il Borai questo non è necessario. Il novizio Tumbura deve osservare più rituali e regule del novizio Borai (per esempio, il novizio dele essere completamente segregato nella cerimonia.I gruppi Tumbura sono presenti solo in tre città: Khartoum, Omdurman e Khartoum Nord.

Devote dello Zar

Le devote appartengono ad ogni fascia di età, ma quelle che hanno più tempo da dedicare alle celebrazioni, avendo figli ormai grandi, ma essendo ancora giovani ed energiche, hanno fra i 35 ed i 45 anni. Per lo più non sono state scolarizzate, o lo sono state per poco tempo: la gente colta disdegna lo Zar, considerandolo superstizione, ma, nonstante ciò, un certo numero di donne “ben educate” frequentano le cerimonie per godere dell’atmosfera dello Zar, senza essere possedute in prima persona. Quasi tutte le donne dipendono economicamente dai loro parenti maschi per organizzare le cerimonie, mentre gli uomini stessi cercano di evitare che le loro mogli e sorelle partecipino allo Zar poiché non hanno soldi.

Organizzare una cerimonia Zar è un mezzo per acquisire prestigio fra le devote, ed avere così il diritto di partecipare ad altre cerimonie (l’organizzatrice deve preparare speciali vestiti, cibo e bevande per gli ospiti, e spesso deve chiedere soldi in prestito per farlo). Ma se la donna è malata seriamente, la cerimonia deve essere organizzata senza tener conto delle sue possibilità economiche, ed in tal caso la Sheikha offre gratuitamente i suoi servigi, per fare in modo che le altre devote finanzino lo Zar.

Spesso le donne partecipano a Zar organizzati da altre donne della loro “grande” famiglia (cioè la famiglia diretta, più le famiglie degli suoceri e di generi e nuore), ed a volte anche gli uomini della famiglia lo fanno. Spesso si fa ricorso allo Zar per curare malesseri di tipo psichiatrico perché la gente pensa ancora allo psichiatra come al “medico dei matti”, e preferisce risolvere i propri problemi rivolgendosi ad una Sheikha, fatto socialmente più accettato, sostenuto anche dalla fede che il popolo ha nelle forze soprannaturali e nella loro capacità di infliggere malattie.

Spesso si sottopone il malato ad un “trattamento” con incenso per rimuovere il malocchio, solo perché, non si sa mai, questo potrebbe essere il suo problema.La famiglia è un gruppo talmente unito, che la malattia di un suo membro è la malattia dell’intero gruppo. Anche i vicini di casa e gli amici partecipano alla preoccupazione, e spesso offrono consigli e proposte di cura. Per questo, il culto dello Zar si può diffondere facilmente anche al di fuori della famiglia.

Le donne spesso organizzano lo Zar di nascosto dagli uomini della famiglia, ma comunque solitamente gli uomini sono daccordo con qualunque trattamento che risolva le malattie delle loro donne, anche perché temono il malocchio e le forze soprannaturali.

Solo gli estremisti religiosi negano lo Zar con decisione per sé e per le proprie famiglie.Il ruolo sociale del buon vicinato è fondamentale, tanto che qualsiasi consiglio del vicino è sempre tenuto in grande considerazione, compreso quello che riguarda la Sheikha o il Faki (uomo saggio e religioso, letteralmente “povero”, che esegue preghiere ed altri rituali per curare le persone).

Ruolo sociale dello zar

L’importanza sociale dello Zar è tale che spesso le persone affermano di essere possedute soltanto per aver visto in sogno gli spiriti o addirittura per aver sognato vestiti od oggetti normalmente correlati ad alcuni spiriti.

Spesso la rivalità fra le diverse mogli di un uomo può causare malattie, soprattutto depressioni ed agitazioni, anche perché la malattia può essere un mezzo per richiamare l’attenzione del marito. Nella società Sudanese è ancor oggi comune l’usanza di combinare matrimoni senza il consenso reale degli sposi, che perciò sono spesso scontenti della propria vita di coppia, anche se spesso non divorziano perché le loro famiglie glielo impediscono. Motivo di ulteriori scontri familiari è la rivalità fra la nuora e la suocera e relative figlie, che non possono tollerare che il loro figlio e fratello preferisca passare il proprio tempo con una donna estranea, e la nuora pertanto è spesso oggetto di mille critiche e controlli. La cosa si complica se l’uomo sostiene economicamente la famiglia. A volte l’influenza della suocera è tale che la nuora non riesce a vivere una vita autonoma. Tutti questi fattori sono causa di “possessione”.Altre cause di problemi sociali che vengono definiti “possessione” sono relative al non essere sposati o non avere figli.

Ancora, lo Zar può aiutare chi si sente a disagio per non avere abbastanza soldi, ed in questo caso sono soprattutto gli uomini a ricorrervi.

Donne agiate ma anziane, che hanno perduto la possibilità di mostrare le proprie ricchezze possono organizzare le cerimonie per mostrarle.Altre donne si sentono malate per ricevere le attenzioni dei figli.L’usanza di osservare il lutto, anche per parenti non stretti o per amici e vicini rende le donne spesso obbligate a vestire e comportarsi in un certo modo: la malattia e la possessione possono essere un mezzo per evitare ciò.

Spiriti dello zar

Vi sono sette categorie di spiriti nello Zar:

1- Darawish, seguaci di certi ordini religiosi islamici;

2- Habash, etiopi;

3- Arabi, nomadi Sudanesi (in arabo “arab” significa nomade);

4- Zurug, che letteralmente significa triste, termine che viene usato nello Zar per indicare spiriti che provengano dal popolo di colore, come la gente del sue e dell’est sudanese o di altri paesi africani;

5- Khwajat, termine tipico sudanese per indicare gli stranieri, e di solito gli europei;

6- Basha, cioè gli ufficiali militari o civili turchi di alto grado;

7- Sittata, cioè donne.

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